Fotografia, architettura e deviazione della leggibilità

Written by on May 27th, 2009 // Filed under Photo

Il senso della fotografia muta col suo uso. Peccato che troppe volte questo sia funzione di modelli, ideologie, apparentemente nascosti ma, con un poco di attenzione, immediatamente evidenziabili.

La “deviazione della leggibilità” che si produce nella ripresentazione delle fotografie sulle riviste di architettura, si compie attraverso la redazione, il grafico e l’impaginatore, che in genere escludono il fotografo dal momento comunicativo.

D’altronde delle centinaia di fotografie che vengono scattate solo poche unità approdano alla carta stampata. Si va in genere alla ricerca della fotografia ‘unica’ che sintetizzi e imponga un’immagine unica dell’architettura.

Di solito le riviste specializzate tendono ad annullare l’apporto soggettivo del fotografo, e a privilegiare una fotografia ‘fredda’, asettica, sia per precise direttive editoriali, sia per la scarsa importanza che si attribuisce alla sua autonomia critica, sia per la paura di alterare, con immagini non omogenee, la natura stessa della rivista.

Troppe volte i direttori, gli editori, o i grafici impaginatori hanno considerato la fotografia solo come un mezzo accattivante che potesse contribuire a rendere più vendibile la rivista, rivolgendosi, pertanto, a fotografi che seguissero canoni collaudati lasciando da parte ogni spinta innovativa.

La fotografia, ha avuto e purtroppo ha ancora nelle riviste, la funzione di “didascalia” del disegno o del testo. Non reputata all’altezza di altri linguaggi ritenuti più alti, di altre scritture per comunicare un racconto autonomamente, è delegata a una funzione puramente di supporto.

L’ideologia’ della committenza, inoltre, non corrisponde quasi mai a quella del fotografo. Se il committente è l’editore della rivista, il fotografo deve uniformarsi alla linea della rivista stessa, ma anche la rivista, se vuole avere una relazione proficua col fotografo, deve lasciare campo libero allo stesso, in modo da trovare un equilibrio che possa soddisfare entrambi.

Se, invece, il committente è un architetto, la fotografia in genere è lusinghiera e si avvicina il più possibile alle tavole disegnate, poiché gli architetti solitamente preferiscono al costruito, il disegno del costruire. La fotografia diventa così una messa in mostra dell’astrazione del disegno, restando confinata al ruolo di mezzo tecnico adatto solo a riprodurre.

L’architetto, l’editore, il grafico impaginatore, sanno bene che attraverso la fotografia l’architettura può essere resa più vendibile e accattivante, può “modificare la situazione reale e trasmettere nell’immagine la tensione del progetto”.

Tutto questo, le riviste, i libri, i cataloghi che si occupano di architettura lo documentano in modo egregio, quello che però manca alla maggior parte delle pubblicazioni è l’attenzione verso una fotografia che vada al di là della semplice illustrazione e incensazione, ma abbia una sua valenza oggettiva che la renda autonoma rispetto a ciò che riproduce.

Lo stabilire che una certa forma di comunicazione venga classificata in modo differente da un’altra, lo stabilire ciò che è arte o non arte, quindi ciò che è elitario oppure no, è l’aspetto più negativo dell’utilizzo della fotografia d’architettura nell’editoria.

One Response to “Fotografia, architettura e deviazione della leggibilità”

  1. Penso anche io da diverso tempo che le fotografie servano solo, in molte riviste, a leggere con più piacere gli articoli, ad attirare l’attenzione e basta.

    Le imperfezioni, le sperimentazioni e le visioni contrastanti del singolo fotografo (che in primis, se effettua queste cose, è una persona e solo dopo un fotografo) non vengono mai cercati, se non ogni tanto applauditi, ovviamente solo dopo essere “arrivati”, per poi essere rimessi subito nel cassetto del dimenticatoio.

    Non c’è una diffusione mass-mediatico degli artisti-fotografi e questo influenza poi il concetto che la massa ha della fotografia, ovvero che il fotografo, per essere tale, deve riprendere i fiori e i monumenti col bel tempo AH AH AH

    Ne approfitto, se vorrai/vorrete commentare, questa mia foto che, seppur ordinata, presenta forse una visione non tanto ottimistica delle costruzioni:

    http://www.danximage.com/spina3little.jpg

    Posted by DanxReply

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